Beato di Liébana

Codice di Navarra

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Galleria

Ms. Nouv. Acq. Lat.1366
Bibliotheque Nationale, Parigi (Francia)

Manoscritto miniato su pergamena, Spagna, sec. XII, 157 carte, 23,7 x 34,7 cm, legatura è in assi di legno rivestite di pelle marrone chiaro, ornate con 5 borchie. Cofanetto in velluto, commentario in spagnolo, abstract in italiano.

Millennium Liber - Madrid (Spagna)
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Il termine "Beato" identifica un particolare manoscritto medievale, generalmente d’origine spagnola, che contiene un insieme di testi di commento dell'Apocalisse di San Giovanni. Lo scopo perseguito dall’autore, Beato di Liébana, era quello dell’indottrinamento e della formazione degli ecclesiastici anche se, occasionalmente, l'opera poteva essere utilizzata per le liturgie.

La prima versione del Commentario fu oggetto di redazioni successive ad opera dello stesso Beato e di autori posteriori, ciascuno dei quali ha così contribuito a creare versioni diverse. I manoscritti miniati identificabili con queste caratteristiche e perciò denominati “Beato di Liébana” sono 27 e sono conservati in diverse biblioteche del mondo. Il Codice di Navarra è una versione tarda del Commentario datato 784.

La storia del Codice di Navarra
Angeli dell

Per identificare uno dei primi luoghi di conservazione, fondamentale è l’ultima carta del codice: si tratta di un documento datato 4 maggio 1389 e autografo di Carlo III di Navarra, possessore del codice. Un altro documento attesta che il codice nel 1665 stava nella cattedrale di Pamplona. Del codice nulla più si sa fino all’Ottocento, quando venne acquisito alla Biblioteca Nazionale di Francia per la bella somma di 2.000 franchi - arricchendo così la collezione che già includeva due Beati altrettanto importanti. Il direttore Léopold Delisle rimase particolarmente colpito dall’intensità dei colori e dalla forza delle immagini, stilisticamente riconducibili alla scuola del nord della Spagna e intraprese subito uno studio che rappresentò la prima, fondamentale comparazione tra i Beati noti al tempo.

La miniatura del Beato di Navarra
La Mano di Dio

Il codice presenta un corpus illustrativo composto da ben 60 miniature, alcune delle quali a doppia o piena pagina. Sono immagini di grande potenza espressionistica e di forte impatto visivo. Il programma pittorico mantiene come fonte originaria i modelli preesistenti di ascendenza nordafricana, ma sono palesi gli influssi delle prime esperienze della pittura gotica, approdata nella Spagna settentrionale proprio nel XII secolo tramite i monaci cistercensi o i pellegrini diretti a Santiago de Compostela. Anche l’elegante scrittura tardo carolina e i capilettera, colorati o filigranati, partecipano con le miniature al progetto unitario del codice: quello di trasmettere al lettore la forza del messaggio del Libro della Rivelazione.

L'edizione in facsimile
Facsimile e commentario, col cofanetto rivestito di velluto

L’edizione integrale in facsimile del manoscritto è stata realizzata da Millennium Liber su autorizzazione della Biblioteca Nazionale di Parigi. Il codice è stato stampato a colori su carta speciale pergamenata trattata ed invecchiata per far risaltare la potenza dei colori naturali usati dal miniatore e dall’amanuense. La rilegatura è in assi di legno rivestite in pelle marrone chiaro con borchie, cartiglio e cinghiette di chiusura. I riquadri del dorso sono divisi da quattro nervature.

L’etichetta sull’interno del piatto anteriore indica la collocazione in biblioteca. I singoli quartini sono stati piegati e cuciti a mano secondo le antiche metodologie artigianali. La tiratura, unica a livello internazionale, è di 995 esemplari numerati e certificati dal notaio. Il volume accompagnatorio propone un studio storico, artistico e paleografico di Elisa Ruiz García, con una presentazione di Marie-Pierre Laffitte, conservatore generale dei manoscritti latini della Biblioteca Nazionale di Francia.