Bibbia Latina di Gutenberg

Il libro che ha rivoluzionato la Storia

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Hub.28
Biblioteka Seminarium Duchownego, Pelpin (Polonia)

Riproduzione integrale su carta filigranata della Bibbia Latina di Gutenberg, Hub.28. Formato: 44 x 28,9 cm, 640 carte in due volumi (1280 pagine complessive). Tiratura in esclusiva mondiale: 198 esemplari. Riproduzione della valigia che salvò la Bibbia dalla II Guerra Mondiale. Commentario in inglese.

Wydawnictwo Bernardinum - Pelplin (Polonia)
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Johannes Gutenberg e l'esemplare di Pelplin
Johannes Gutenberg

L’uomo a cui va attribuito il merito di aver inventato la stampa tipografica è Johannes Gutenberg. Nel XV secolo, il libro era un’opera talmente costosa che solo pochissimi potevano permettersi di possederne uno. Il Maestro di Magonza volle stampare diverse decine di Bibbie identiche che, per il loro costo contenuto, si sarebbero diffuse più facilmente. Tra il 1452 e il 1455, vennero stampate circa 180 copie del Bibbia Latina in due volumi, utilizzando come carattere la littera textualis, allora in uso dagli amanuensi.

L’esemplare di Pelplin contiene il testo latino delle Sacre Scritture nella traduzione di San Gerolamo e riporta i commenti e i prologhi presi dalla Vulgata. Delle 149 iniziali miniate, la più bella è senza dubbio la prima - la lettera F - miniata con inchiostro blu, illuminata con foglia d’oro zecchino 24 carati e, infine, decorata da una splendida ornamentazione marginale. Le restanti iniziali sono bicolore - blu e rosso - con una delicata ornamentazione realizzata in eleganti forme allungate.

La "firma" di Gutenberg

Un minuscolo ma preziosissimo dettaglio accresce ulteriormente la già eccezionale importanza della Bibbia di Pelplin: sul folio 46 del primo volume vi è una macchia di 25x7 mm: tale segno è la traccia di un carattere mobile che dovette cadere accidentalmente dalle mani del tipografo. L’esistenza di questa immagine permette agli studiosi di oggi di risalire alla struttura dei caratteri mobili di Gutenberg, fornendo un fondamentale contributo allo studio della storia della tipografia.

In fuga dalla Guerra
La Bibbia di Gutenberg, nell

La Bibbia Latina in due volumi, acquistata dal Rev. Chrapicki, Vescovo di Chelmno (1496-1508), venne offerta all’ordine francescano di Lubawa (Polonia). Poco prima della Seconda Guerra Mondiale, la Bibbia di Pelplin corse il rischio di andare perduta e venne salvata dal Rev. Liedtke che la portò in salvo in una valigia di pelle e la nascose, insieme ad altri tesori della Diocesi, a Parigi. Poco prima della presa della capitale francese da parte delle truppe tedesche, il tesoro polacco venne trasferito a Londra e, da lì, fino al Canada. Finalmente, dopo 20 anni di peregrinazioni, nel 1959 i tesori della diocesi di Pelplin ritornarono presso il loro originale proprietario.

L’edizione in facsimile
Papa Giovanni Paolo II riceve in dono il facsimile della Bibbia di Gutenberg

Un grande impegno artistico è stato riposto dall’Editore in questo progetto allo scopo di offrire agli studiosi un prezioso strumento per la ricerca e l’insegnamento. In questa riproduzione della Bibbia di Gutenberg, infatti, tutti i capilettera e le ornamentazioni, in origine eseguite da calligrafi e rubricatori, sono state riprodotte a mano. I capilettera sono in due colori (blu e rosso) decorati con delicate forme allungate. Durante il processo di riproduzione dei capilettera è emerso che il miniatore originale dovette probabilmente essere mancino, poichè solo artisti mancini riuscivano ad eseguite con maestria i decori. Ogni singola pagina contiene una diversa filigrana (Testa di Toro, due distinti Grappoli d’Uva, Vitello) esattamente come nell’originale. Il primo capolettera è stato eseguito esattamente come nell’originale: la foglia d’oro (24 ct) è stata applicata a mano da un miniatore e lucidata con pietra d’agata. La legatura è la riproduzione esatta dell’imponente coperta originale, creata da Henricus Coster of Lübeck nel XV secolo. E’ costituita da due tavole di quercia massiccia rivestite in pelle ovina color rosso, rifinita con borchie di ottone, paraspigoli e tenoni fissati a laccetti in pelle.