De Divina Proportione

Un'opera d'arte firmata da Luca Pacioli e Leonardo da Vinci

De Divina Proportione, edizione in facsimile

ms. Langues Etrangères 210
Bibliothèque de Genève (Svizzera)

Galleria

  • Codice miniato
  • Dicembre 1498, Milano (Italia)
  • 130 carte, 28,5 x 20 cm
  • 1 miniatura di presentazione e 60 poliedri disegnati
  • Tiratura limitata di 550 esemplari
  • Cofanetto di plexiglass
  • Commentario in italiano

Special Collections Edition
(facsimile di pregio)

Stacks Image 1352
€3,990 (Prezzo di Listino)
Sconto considerevole per Istituzioni Culturali.

Circulating Stacks Edition
(edizione professionale)

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€390 (Prezzo di Listino)
Sconto considerevole per Istituzioni Culturali.
Un’opera d’arte di Luca Pacioli e Leonardo da Vinci
Leonardo da Vinci, autore dei disegni del De Divina Proportione, edizione in facsimile

Luca Pacioli fu probabilmente il miglior matematico del suo tempo. Nel De Divina Proportione egli ha raccolto, per la prima volte in volgare, il pensiero rinascimentale della natura divina della geometria. Ha inoltre descritto l’applicazione della geometria nell’arte e nell’architettura, impregnando queste forme d’arte di contenuto divino.

Lavorando a Milano in stretta connessione con Leonardo Da Vinci, Pacioli scrisse un testo che avrebbe avuto una profonda influenza sulla scienza e sull’arte dell’umanesimo. Lo stesso Leonardo realizzò 60 illustrazioni di solidi geometrici per questo manoscritto.

Le Miniature del De Divina Proportione
Pacioli dona il manoscritto a Ludovico Sforza. De Divina Proportione, edizione in facsimile.

L’importante manoscritto, ora conservato nella Bibliothèque de Genève venne donato nel 1498 a Ludovico Sforza, duca di Milano, come si vede nella pagina di apertura del volume dove una splendida miniatura immortala l’evento.

Ludovico Sforza, conosciuto anche come Ludovico il Moro, è raffigurato seduto con quattro membri della sua corte mentre riceve il libro direttamente da Fra Pacioli. Lo stemma degli Sforza decora la sezione più bassa della pagina.

Per il De Divina Proportione, Leonardo Da Vinci ha disegnato le rappresentazioni di 60 diversi poliedri, di straordinaria bellezza: questi disegni rappresentano una pietra miliare nell'evoluzione della stereoscopia in quanto sono i primi a mostrare chiaramente la distinzione tra il fronte e il retro dei solidi tridimensionali.

Il testo del De Divina Proportione
Luca Pacioli, rappresentato nella Pala di Brera

Luca Pacioli, frate francescano, fu un insegnante itinerante di matematica. Quando lavorò alla corte di Urbino, scrisse un testo nel quale spiegava contabilità e partita doppia. Grazie a questo testo Pacioli si guadagnò una posizione preminente nella storia del commercio e raccolse il titolo di "padre della contabilità".

Fra’ Pacioli venne chiamato alla corte di Ludovico Sforza a Milano, dove incontrò Leonardo da Vinci, a cui insegnò la complessità della geometria. In seguito Leonardo erudirà Pacioli in merito all'applicazione della geometria all'arte e all'architettura. Il testo del De Divina Proportione rappresenta l’eccezionale prodotto della stretta collaborazione di questi due studiosi del Rinascimento

Nel suo studio sulla divina proporzione, Pacioli si occupò per primo di teologia, filosofia e musica in relazione al rapporto aureo (o sezione aurea).

Un poliedro disegnato da Leonardo da Vinci. De Divina Proportione, edizione in facsimile.

Il resto del manoscritto comprende un trattato di architettura, basata sulla teoria di Vitruvio, e una traduzione in italiano del breve libro di Piero della Francesca sui cinque solidi regolari (Libellus de quinque corporibus regularibus). Questa traduzione consentì una vasta diffusione delle teorie di prospettiva e di proporzione di Piero della Francesca, conterraneo di Pacioli e, probabilmente, suo emerito insegnante.

L'intero testo del De Divina Proportione rappresenta un compendio delle conoscenze matematiche che si riflettono nel mondo dell'arte e dell’architettura rinascimentale. Nel caso di Leonardo da Vinci, poi, l'analisi della sua opera successiva delinea una chiara accettazione e l'utilizzo delle idee del Pacioli sul rapporto aureo.

Il dipinto di Jacopo de Barbari mostra Luca Pacioli. De Divina Proportione, edizione in facsimile.

L'importanza di questo manoscritto di Pacioli è evidente nei tre ritratti esistenti di questo celebre umanista, spesso sottovalutato. Il suo più illustre ritratto proviene proprio dall’amico Piero della Francesca, che ha raffigurato Pacioli come San Pietro Martire nella famosissima Pala di Brera.

L’importanza del De Divina Proportione è stata celebrata anche in un altro ritratto di Fra Pacioli, stavolta ad opera di Jacopo de Barbari (Museo di Capodimonte, Napoli), dove Pacioli è mostrato dietro un tavolo sul quale sono rappresentati gli strumenti della geometria e un libro, molto probabilmente il suo De Divina Proportione, in pelle rossa. Che il quadro rappresenti il manoscritto del Pacioli lo si può intuire dal rombicubottaedro trasparente appeso alla destra dell'autore e dal dodecaedro appoggiato sul libro stesso.

De Divina Proportione, di Luca Pacioli e Leonardo da Vinci. Edizione in facsimile.

L'edizione in facsimile

Il manoscritto in facsimile del De Divina Proportione è il frutto di un meticoloso restauro digitale, che ha permesso di eliminare i danni provocati dalla muffa e dall’usura del tempo. Il facsimile presenta l’importante testo manoscritto e i disegni brillanti di Leonardo, come dovettero essere ai tempi della consegna del manoscritto a Ludovico il Moro.

Il facsimile è la copia di una delle due versioni manoscritte esistenti del capolavoro di Pacioli (l'altra è conservato nella Biblioteca Ambrosiana di Milano) e fornisce una fonte unica per lo studio della matematica, della geometria e della teologia nel rinascimento italiano.

Special Collections Edition
De Divina Proportione, edizione in facsimile. Special Collections Edition.

Il manoscritto in facsimile, restaurato in digitale, è presentato in un'edizione di lusso: cucito a mano, presenta una coperta di cuoio rosso decorata con lastre in ottone e fermagli in bronzo dorato. La coperta moderna del volume originale è stata sostituita con quella che, nella miniatura iniziale dell’opera, viene rappresentata nella scena del dono a Ludovico il Moro. Un facsimile di gran pregio, che impreziosisce le migliori collezioni.

Il ricco volume di commento (Antologia della Divina Proportione), rilegato in pelle, contiene contributi di Piergiorgio Odifreddi (visiting professor alla Cornell University), Barbara Roth-Lochner (Conservatrice des manuscrits à la Bibliothèque de Genève) e di altri eminenti studiosi.

Nell'ultima parte del commento è stato trascritto il testo latino completo del "Libellus de quinque corporibus regularibus" di Piero della Francesca (originale conservato presso la Biblioteca Vallicelliana di Roma).

Il facsimile e il volume di commento sono elegantemente conservati in un cofanetto di plexiglass che proteggere l'edizione da polvere e danni.

De Divina Proportione, circulating stacks edition.

Circulating Stacks Edition


Adatto alla consultazione frequente e al prestito bibliotecario, questo facsimile viene proposto anche in una rilegatura semplice e maneggevole, mantenendosi nelle pagine interne fedele all'originale. Realizzato a scopo didattico e di ricerca, il facsimile ad uso professionale è vendibile sia accompagnato all’edizione di lusso che separatamente.