De Ludo Scachorum
di Luca Pacioli

Strategie logiche ai tempi di Leonardo da Vinci

Visualizza il De Ludo Scachorum di Luca Pacioli su FacsimileFinder.com


Galleria

ms. 7955
Archivio di Stato Coronini Cronberg, Gorizia (Italia)

Manoscritto autografo, XV sec., 48 carte, 16 x 11,5 cm, edizione limitata di 999 esemplari, cofanetto, commentario in italiano.

Distributore Ufficiale per le Istituzioni su incarico di
Aboca Edizioni, Sansepolcro (Italia)
€1.850 (Prezzo di listino)
Sconto considerevole per Istituzioni Culturali.
Luca Pacioli

Fra Luca Bartolomeo de Pacioli (detto Paciolo) (1446/7–1517) fu un importante matematico italiano, frate francescano e collaboratore di Leonardo da Vinci, primo studioso a parlare, nei suoi trattati, di "partita doppia", bilancio ed inventario. Era conosciuto anche come Luca di Borgo, dal nome del luogo di nascita, Borgo San Sepolcro in Toscana. Il suo primo maestro fu nientemeno che il pittore Piero della Francesca, il quale era artista eclettico, esperto di matematica, geometria, scienze ed arte. Nel 1470 Pacioli soggiornò a Roma a casa del famoso architetto, filosofo e matematico Leon Battista Alberti. Questa esperienza gli fu suggerita da Piero della Francesca, il quale aveva lavorato a stretto contatto con l'Alberti presso la chiesa di San Francesco a Rimini. Nel 1473 Pacioli prese i voti francescani assumendo il nome di Frater Lucas de Borgo San Sepulcro.

De Ludo Scachorum, ritrovato dopo 500 anni
De Ludo Scachorum, edizione in facsimile

Pacioli scrisse un trattato sugli scacchi mai pubblicato, De Ludo Scachorum. Scritto in volgare attorno al 1500, perduto per ben cinque secoli, il manoscritto è stato ritrovato nel 2006 tra i 22000 libri della biblioteca del Conte Coronini (Archivio di Stato di Gorizia). Con riferimento alla lunga amicizia tra il Pacioli e Leonardo da Vinci e tenendo conto del contributo di quest'ultimo al De Divina Proportione (tutti i disegni sono autografi di Leonardo stesso!), alcuni studiosi sostengono che è possibile che il De Ludo Scachorum sia stato illustrato, in parte o in toto, proprio da Leonardo.

Come lo definisce il Pacioli stesso, è un "iocondo et alegro tractato", utile come "schifanoia" (per schivar la noia, cioè passatempo); oggi è considerato uno dei più importanti esempi di strategie logiche e matematiche del suo tempo. Il manoscritto ha suscitato molto interesse perché contiene "partiti" giocati alla maniera medioevale e altri secondo la nuova tecnica "a la rabiosa", introdotta alla fine del quindicesimo secolo.

L’edizione in facsimile
De Ludo Scachorum, nella pregiata edizione in facsimile

Aboca Edizioni è orgogliosa di presentare il pregiato facsimile del De Ludo Scachorum, inserito in una speciale custodia in legno ricavata da un blocco unico di quercia ultracentenaria. La custodia è stata lavorata artigianalmente a mano e ogni singolo pezzo è stato immerso in una miscela di incenso, mirra, mastice di chio e alcol biologico, allo scopo di preservarlo e renderlo inalterabile nel tempo. Il dorso della custodia è stampato con caratteri quattrocenteschi. Il facsimile è stato lavorato con carte piegate e tagliate a mano; i tagli sono stati trattati con metilcellulosa colorata; la cucitura, realizzata manualmente a pieno punto su due nervi, è in canapa con filo di cotone. La coperta è in pelle di capra tinta a mano e i fregi a secco sono impressi con cliché in magnesio. Il volume di commentario a corredo (280 pagine, 24 x 28,5 cm, 199 illustrazioni) affronta l’esame critico dell’originale e ne assegna la paternità al grande matematico rinascimentale, allievo di Piero della Francesca e amico intimo di Leonardo.