De Prospectiva Pingendi

Il trattato sulla prospettiva di Piero della Francesca

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Galleria

Ms. Regg. A 41/2
Biblioteca Panizzi, Reggio Emilia (Italia)

Manoscritto su carta in lingua Volgare con disegni autografi di Piero della Francesca, XV sec., 110 carte, 22 x 30,5 cm, edizione limitata di 999 esemplari. Cofanetto, commentario in italiano ed inglese.

Distributore Ufficiale per le Istituzioni su incarico di
Aboca Edizioni, Sansepolcro (Italia)
€1.850 (Prezzo di listino)
Sconto considerevole per Istituzioni Culturali.

Piero della Francesca (c. 1415 – 12 Ottobre, 1492) fu un artista italiano del primo Rinascimento. Dai suoi contemporanei era conosciuto sia come un matematico, come studioso di geometria che come un artista - sebbene oggi sia apprezzato soprattutto per la sua arte. I suoi dipinti sono caratterizzati da un sereno umanesimo e dall'uso di forme geometriche, con cura speciale per la prospettiva e gli scorci. La maggior parte delle sue opere fu prodotta nella cittadina toscana di Arezzo.

L'artista con un profondo interesse per la matematica e la geometria
Disegno autografo di Piero della Francesca

Il suo profondo interesse nello studio teorico della prospettiva ed l'approccio contemplativo della pittura sono evidenti in tutta la sua opera. Sono tre i trattati matematici composti da Piero della Francesca: Trattato d'Abaco, Libellus de Quinque Corporibus Regularibus e il De Prospectiva Pingendi. Le materie trattate in questi scritti sono l'aritmetica, l'algebra, la geometria e un innovativo studio sia sulla geometria solida che sulla prospettiva. Molto dell'opera di Piero venne poi ripreso da altri, tra i quali spicca Luca Pacioli - suo concittadino - autore del De Divina Proportione, con disegni di Leonardo da Vinci.

Della prospettiva del dipingere (De Prospectiva Pingendi)
De Prospectiva Pingendi, edizioni in facsimile

Nel trattato, scritto probabilmente tra il 1472 e il 1475 e dedicato al suo signore - il Duca di Urbino, è proposta una serie di problemi di riduzione prospettica, dai più semplici ai più complessi, studiati in modo da introdurre gradatamente alla nuova tecnica con dimostrazioni pratiche. L’Artista pone una serie di quesiti e risponde con la costruzione della prospettiva tramite disegni geometrici e illustrazioni. I cento disegni autografi di Piero sono certamente gli elementi che costituiscono il valore aggiunto per quest’opera di notevole importanza storica, artistica e scientifica.

L’edizione in facsimile
De Prospectiva Pingendi, Piero Della Francesca

Il pregiato facsimile realizzato da Aboca Edizioni, ripropone il trattato conservato nella Biblioteca Panizzi di Reggio Emilia, con tutta la maestosità della nobile legatura e dei cento disegni autografi di Piero. Il processo di stampa stocastico è stato usato su carta Magnani "Velata" da 100gr/mq. Cucitura a mano a punto pieno con filo di cotone su nervi doppi in pelle allumata. Indorsatura in tela e capitello a mano in filo di cotone su anima in canapa e pelle. La tiratura mondiale numerata e certificata è di 999 esemplari.

Il commento critico presenta le innovative “lezioni di prospettiva” di Piero della Francesca. L’approfondita analisi scientifica, resa semplice e comprensibile dalla perizia degli autori, è illustrata da una serie di immagini suggestive ed eloquenti. Massimo Mussini, storico dell’arte, profondo conoscitore delle problematiche della pittura, nel suo contributo "Piero della Francesca, la Pittura e la Prospettiva", mette in evidenza l’applicazione pratica delle regole prospettiche nei dipinti dell’Artista. Luigi Grasselli, matematico, esperto di topologia algebrica e geometrica, analizza e commenta i disegni autografi di Piero con un contributo intitolato "La geometria del De prospectiva pingendi".