De Sphaera

Il più bel libro astrologico del Rinascimento italiano

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Lat. 209 = α.X.2.14
Biblioteca Estense Universitaria, Modena (Italia)

Manoscritto miniato su pergamena, 1460 ca., area lombarda, 16 carte, 17 x 24 cm, 999 esemplari. Cofanetto, commentario in italiano, abstract in inglese.

Distributore Ufficiale per le Istituzioni su incarico de
Il Bulino - edizioni d'arte, Modena (Italy)
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Il codice "De Sphaera"
Marte, dio della guerra

Il codice a.X.2.14=Lat. 209 noto come De Sphaera, tra i più importanti conservati presso la Biblioteca Estense Universitaria di Modena, è unanimemente considerato il più bel libro astrologico illustrato del Rinascimento, un’autentica opera d’arte e al tempo stesso un validissimo documento di cultura. Miniato per la corte di Milano da un raffinato artista di scuola lombarda (forse Cristoforo de Predis), pervenne agli Estensi di Ferrara nell’ambito dei frequenti interscambi artistico-culturali con la corte sforzesca. Il codice riassume, con impareggiabile eleganza, il sapere astrologico dell’epoca e, soprattutto, è testimone della sua nuova autorità, del credito raggiunto dalla fede negli astri - moda e cultura a un tempo - presso le corti più potenti e raffinate. Il De Sphaera aggiunge lustro a un filone già proficuo, quello della iconografia planetaria e zodiacale, con la bellezza delle sue miniature e i versi rimati degli oroscopi.

De rebus coelestibus
Il Tribunale

Dalla carta 4v alla 12r il codice presenta 15 tavole interamente miniate di alto valore pittorico. Le miniature, climax estetico e tematico del codice, esemplificano su due pagine affiancate gli effetti che, nelle varie sfere d’influenza a loro sottoposte, i pianeti hanno sulla vita degli uomini.

L’edizione in facsimile

Il codice in facsimile è stampato su carta conforme alla pergamena originale; la decorazione dorata a rilievo è stata impressa a caldo. La legatura è in pelle, con stemma Visconti-Sforza. Completa l’edizione il commentario, un importante volume storico e artistico, riccamente illustrato. Ne sono autori: Gianni Venturi, docente di storia della letteratura italiana all’Università di Firenze e direttore dell’Istituto di Studi Rinascimentali di Ferrara, Giovanna Lazzi, storica dell’arte e direttrice della Biblioteca Riccardiana di Firenze, Annalisa Battini, bibliotecaria dell’Estense Universitaria di Modena, Marco Bertozzi, docente all’Università di Ferrara.