Preghiera alla Vergine

Leggende di San Giorgio e di Santa Margherita

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ms. 1853
Biblioteca Civica, Verona (Italia)

Manoscritto miniato su pergamena, XIII secolo, 41 carte, 17 x 24 cm, 78 vignette istoriate diffuse nel testo, legatura in cuoio rosso con cinghiette e fermagli, 499 esemplari. Commentario in italiano, abstract in inglese.

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Uno straordinario racconto per immagini
Leggende di S. Margherita e S. Giorgio, edizione in facsimile

Il manoscritto 1853 della Biblioteca Civica di Verona è un codice miniato su pergamena risalente alla seconda metà del XIII secolo. Le prime due carte, in scrittura gotica semicorsiva, contengono la Preghiera alla Vergine, una delle più antiche laudi in volgare veronese. Il resto del codice tramanda i testi, in scrittura gotica rotunda, delle due leggende di San Giorgio di Cappadocia (cc. 3r-26r) e di Santa Margherita d'Antiochia (cc. 27r-37v); in chiusura due miniature a piena pagina: Cristo in maestà con i quattro evangelisti e San Cristoforo.

L’importanza artistica del manoscritto è dovuta all’eccezionale ciclo delle 78 miniature che illustrano le leggende di San Giorgio e di Santa Margherita. Ne risulta uno straordinario racconto per immagini, la cui peculiarità strutturale è il costante rapporto tra testo e immagine.

Leggenda di San Giorgio

Ben cinquantacinque miniature accompagnano la leggenda del tribuno Giorgio di Cappadocia, dal momento in cui dichiara all’imperatore Daciano la propria fede cristiana a quando, dopo sette anni di tormenti, viene decapitato. L’immagine che chiude la leggenda è quella più nota: san Giorgio a cavallo trafigge con una lancia il drago, tenuto al guinzaglio dalla principessa. Più tardi, intorno al 1435, sarà Pisanello a riprendere il tema per l’affresco nella chiesa veronese di Sant’Anastasia.

Leggenda di Santa Margherita
Martirio di Santa Margherita

Ventun miniature decorano la leggenda di santa Margherita, pastorella di Antiochia, di cui s’invaghisce il prefetto Olibrio. Il rifiuto della fanciulla è considerato atto di ribellione verso il potere imperiale romano e dunque essa è barbaramente torturata e mandata a morte. La storia della santa ha costituito uno dei soggetti prediletti dell’arte cristiana, sia a Oriente (affreschi del X secolo nelle chiese di Goreme, in Cappadocia) che in Occidente (celebre il dipinto di Tiziano del 1550).

L’edizione in facsimile

L’opera, autorizzata dalla Biblioteca Civica di Verona, è stampata su apposita carta; ogni foglio è rifilato per ripetere il profilo dell’originale. La legatura è in assicelle di legno rivestite in cuoio rosso con cinghiette e fermagli. Il commentario, curato da Daniele Bini, contiene l’integrale trascrizione del testo e saggi di Agostino Contò e Giuseppa Z. Zanichelli. Codice, commentario e certificato di garanzia sono custoditi in apposito cofanetto. La tiratura in esclusiva mondiale è di 600 esemplari numerati e certificati.